Radar – Re Pop

I Radar sono gli ‘Anti- Volo’ per eccellenza il che me li fa piacere ancora di più perché diciamo che il Volo come prodotto commerciale ci sta tutto, musicale un po’ meno. Sono certamente un po’ al di sopra della realtà ma per niente demenziali e a ben 34 anni dallo storico debutto tornano con un nuovo lavoro discografico intitolato Re-Pop. 

Tornano con il nuovo lavoro discografico e si ritrovano in un panorama musicale completamente diverso e di fronte a “divi del pop italiano” come Il Volo. I Radar quindi (giustamente e ironicamente ma non troppo) li sfidano apertamente con il pop (questa volta elettronico) a tre voci, contaminato da tanti altri elementi divertenti e visionari

Ma partiamo dal principio.Dal 1982, anno di debutto, i Radar escono con un album omonimo per la WEA italiana, che è tuttora ambito dai collezionisti: l’Ep è un manifesto dell’electro-pop esordendo con un inedito synth-pop e un linguaggio grottesco e lunatico, ancor prima che si parlasse di rock demenziale che loro spesso rifiutano. Le loro canzoni infatti non contengono parolacce, loro stessi come persone non si ritengono importanti al fine dello spettacolo stesso che piace per di più a grandi e piccini.

Dopo un lunghissimo silenzio quindi, i Radar tornano nel 2016 in formazione triangolare: Nicola Salerno (fratello di Nini dei Gatti di Vicolo Miracoli) Gaetano Lonardi, storico collaboratore dei Radar, e Joyello Triolo, musicista attivo con Peluqueria Hernandez, instancabile sperimentatore elettronico, DJ e critico musicale.

Le dieci canzoni di Re-Pop (uscito e pubblicato da Kutmusic) ricordano un po’ i loro inizi come è giusto che sia, ma i brani respirano nuova vita che racconta gli anni passati, le nuove esperienze musicali e la nuova linfa che li sta attraversanondo. Quindi è evidente la complessità sia nella scrittura che si arricchisce di nuovi colori più maturi e sia nella musica stessa più diretta verso il jazz e all’improvvisazione libera, frutto dell’esperienza trentennale.

Genere sostanzialmente Electro-pop che cambia forma, giocando con la musica, colorandosi anche di jazz e improvvisazione, con un testo di Aldo Nove precisamente in Plastic People.

Quindi perché non arricchirsi con l’ascolto di questo gruppo e anche un po’ con la ricerca musicale e storica?

Buon ascolto 🙂

Recensione a cura di: Ida Diana Marinelli

Info:

http://www.facebook.com/RADAR.italian.electropop

http://www.kutmusic.com/

http://www.synpress44.com/

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